Primo giorno di scuola

La contentezza dei ragazzi il primo giorno di scuola: si abbracciano, sorridono, sono felici di ritrovarsi, di ricominciare, di tornare alla normalità.
Mi sorge spontanea una domanda: perché noi adulti non abbiamo lo stesso atteggiamento quando si riprende il lavoro al rientro dalle vacanze…? Sorridere, abbracciarsi, essere felici di ricominciare ad essere produttivi. In fondo non sono incompatibili il meritato riposo, con il fatto di mantenere acceso il cervello, pensando anche a come si può fare del nostro meglio per rendere il nostro lavoro, qualunque esso sia, migliore, per noi stessi e per gli altri.

Quando le cose vanno bene, ne beneficia la collettività intera…no?

Francia, a lezione di morale laica

Il ministro dell’Educazione nazionale francese, Vincent Peillon, ha lanciato la bomba in una fluviale intervista al «Journal du dimanche». Si sa che la scuola, anzi «la rifondazione della scuola repubblicana», è uno dei punti chiave del programma di François Hollande e uno dei tre settori (gli altri sono le forze dell’ordine e la magistratura) dove non proseguirà il salasso dei dipendenti pubblici.

Peillon spiega che dalla cattedra si insegnerà ai cittadini di domani «cosa è giusto» secondo «una morale universale, fondata su idee di umanità e di ragione. La capacità di ragionare, di criticare, di dubitare, tutto questo si deve imparare a scuola». Perché «alcuni valori sono più importanti di altri: la conoscenza, l’abnegazione, la solidarietà, piuttosto che i valori del denaro, della concorrenza e dell’egoismo».

Le reazioni alla scuola etica sono, per il momento, positive
Il problema, semmai, è di metodo. Perché, obietta il sociologo Jean Baubérot, “non si può insegnare la morale come si insegna una regola di grammatica”

Cosa ne pensate ?